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BILANCIO SOCIALE 2021

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  • 2.5 Bando Un passo avanti

    Il Bando “Un passo avanti” è pensato per il sostegno di progetti e interventi dal contenuto particolarmente innovativo che, coerentemente con l’obiettivo del Fondo, siano rivolti al contrasto della povertà educativa minorile nelle regioni italiane.

    L’iniziativa, pubblicata ad ottobre 2018, si è articolata in due fasi di selezione, conclusesi ad ottobre 2019. Sono stati finanziati 838 progetti, di cui 65 regionali e 18 multi-regionali, a fronte di 1.131 idee progettuali presentate in prima fase e di 226 proposte esecutive ricevute in seconda fase, per un finanziamento complessivo di circa 70 milioni di euro. 

    Molti dei progetti approvati si sono trovati a completare il processo di rimodulazione nel picco dell’emergenza sanitaria, iniziata nella primavera del 2020 e solo nel corso del 2021 si è riusciti a completare l’iter.

    Al 31 dicembre 2021, 12 progetti hanno raggiunto il primo terzo della fase di realizzazione, per un totale complessivo di oltre 18 milioni di euro liquidati. Tale numero esiguo è dovuto principalmente ai rallentamenti e alle chiusure imposte dalla situazione emergenziale.

    Tabella 10 – Bando Un passo avanti: contributi assegnati e liquidati al netto delle revoche antecedenti all’avvio delle attività

    Il criterio distintivo del bando, l’innovatività, è senza dubbio un criterio specifico e di difficile valutazione, che è stato inteso come la capacità di innescare processi inediti, generare nuove relazioni e fornire risposte originali per il contrasto della povertà educativa minorile. I progetti hanno declinato questo criterio in relazione al territorio, al target, al processo, al servizio, alla metodologia applicata, all’integrazione pubblico-privato e/o al partenariato. Proprio in virtù di tale criterio distintivo, gli interventi finanziati presentano caratteristiche eterogenee sia per natura che per modalità di attuazione degli interventi previsti.

    Volendo individuare delle macro categorie, tra i progetti spicca la scelta di declinare l’innovatività rispetto al target oggetto dell’intervento, proponendo la presa in carico di particolari gruppi di minori, portatori di bisogni molto specifici e che necessitano di un accompagnamento individuale e personalizzato (es. minori vittime di prostituzione, bambini ospedalizzati in lunga degenza, minori con sindrome dello spettro autistico, hikikomori9 e minori caregiver10). 

    Altre proposte hanno, invece, legato l’innovatività al territorio, come nel caso delle iniziative che intendono lavorare nell’area problematica della “fascia trasformata”11 di Ragusa, o con i minori che vivono negli stabili occupati della periferia romana e nei caseggiati di edilizia popolare della periferia bolognese.

    Pur trattandosi di iniziative notevolmente eterogenee tra loro e sul cui avvio ha pesantemente influito l’emergenza sanitaria, dai progetti che hanno già concluso il primo anno di attività emergono alcuni punti comuni, risultati efficaci rispetto alle metodologie impiegate e al coinvolgimento dei minori beneficiari.

    In primo luogo, favorire l’approccio alle discipline STEM e scientifiche già alla scuola primaria si è rivelato uno strumento di superamento delle differenze di genere e interculturali, oltre che di superamento delle barriere cognitive per minori con disabilità. Parimenti il ricorso alle pratiche sportive e ad esperienze residenziali e semi residenziali (corsi di vela solidale, campi estivi, esperienze di cammino) ha mostrato un notevole impatto sia in termini di capacità di coinvolgimento dei minori, sia in termini di inclusione per particolari gruppi, come minori con disabilità e minori a rischio devianza. Inoltre, si sottolinea l’importanza delle azioni volte al sostegno psicologico dei minori, mediante diverse forme di supporto: colloqui individuali, percorsi per piccoli gruppi, sportelli per minori e per genitori, specie per quei minori in ritiro sociale (un fenomeno che la pandemia ha particolarmente esacerbato e, alla cui conoscenza e prevenzione si dedicano due dei progetti del bando). Infine, si sottolinea come le iniziative siano riuscite a realizzare con successo le attività laddove sia gli istituti scolastici che gli enti pubblici si siano mostrati maggiormente collaborativi, pur nelle difficoltà del momento, cogliendo nelle progettualità una preziosa opportunità di supporto e di ampliamento dei servizi offerti.

    8 Il Consiglio di Amministrazione di Con i Bambini ha deliberato la revoca di un progetto prima dell’avvio delle attività.
    9 Termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono causate da fattori personali e sociali di varia natura.
    10 Il termine anglosassone “caregiver” indica “colui che si prende cura” e, nello specifico, si riferisce a quei minori che non possono frequentare regolarmente la scuola in quanto costretti ad assistere un loro familiare ammalato e/o disabile.
    11 Zona rurale nell’estremo sud-est della provincia di Ragusa balzata spesso alla cronaca per situazioni di grave sfruttamento dei lavoratori agricoli.

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